Sabato 8 marzo, alle ore 18, presso il Centro Commerciale Tiburtino di Guidonia Montecelio si è svolta la presentazione del romanzo Cronache di San Regiglio, edito da deiMerangoli. Seguito di Ecce Virgo (Armando Curcio Editore), il noir ambientato nel centro Italia mette in contatto due periodi storici apparentemente distanti, ma uniti dalla stessa necessità di fuggire dalle ideologie estremiste che cercano di prendere il sopravvento. L’autrice Giuseppina Colonna e la moderatrice dell’evento, la dottoressa Patrizia Cicero, hanno risposto ai nostri microfoni.

Senza troppi spoiler, di cosa parla Cronache di San Regiglio?
“È il 10 di agosto del 1939 e in questo paese immaginario del centro Italia dal nome San Regiglio avviene un fatto di cronaca. L’indagine, estremamente ingarbugliata, verrà risolta il 10 agosto del 1977. Con un espediente narrativo, infatti, i protagonisti delle due epoche si ritroveranno ad indagare insieme e a trovare, finalmente, la verità. Il maresciallo dei Reali Carabinieri Rodolfo Maria Riccobono e, in particolare, le due Vittoria Cenci uniscono le due date. La prima è un’archeologa che nel 1939 viene confinata a San Regiglio per fuggire al regime fascista, la seconda, sua nipote, fuggirà da Roma a causa della lotta tra Nar e Brigate Rosse. Entrambe cercano di ritrovare il loro posto nel mondo”.
La storia è ispirata ad un fatto di cronaca realmente accaduto?
“No, nessun fatto di cronaca realmente accaduto o autobiografico. La mia fonte di ispirazione, sia per Cronache si San Regiglio che per gli altri due romanzi, è la natura umana. Quello che accade può essere riscontrato in tutte le epoche e in tutte le latitudini, poiché è inerente all’essere umano. Solo il nome Vittoria Cenci si ricollega in parte a me e alla mia famiglia; Vittoria Colonna era una mia antenata e il nome che mio padre desiderava per me, Cenci invece è ispirata alla giovane Beatrice, protagonista della storia di Roma”.

Qual è il filo conduttore tra i tre romanzi?
“Io credo che il filo conduttore tra i romanzi sia l’offesa all’innocenza umana”, risponde Patrizia Cicero. “Sì, è l’innocenza umana. In particolare è quella delle donne e dei giovani, l’innocenza che appartiene indistintamente agli esseri umani. Essa può essere facilmente aggredita e lo vediamo tutti i giorni nei fatti di cronaca. È la profonda riflessione su come basti un attimo ad incrinare o addirittura distruggere l’innocenza delle persone, specialmente dei più deboli” prosegue Giuseppina Colonna. “La storia si presta a più livelli di lettura, grazie ad una serie di simbolismi”.
Per quanto riguarda Ecce Virgo: cosa lo lega al suo seguito?
“Anche questo primo volume è un noir, ambientato nel 1936. La Storia continua a fare da sfondo e i personaggi la rappresentano a pieno, sia in positivo e negativo. Vittoria Cenci, protagonista femminile della trilogia, e il maresciallo dei Reali Carabinieri d’Italia Rodolfo Maria Riccobono portano avanti le indagini nei tre romanzi. C’è anche un discorso di contrapposizione tra San Regiglio e Roma, da dove le Vittoria Cenci fuggono per trovare il loro posto nel mondo lontano dalla brutta piega che la Storia sta prendendo a causa dell’avanzare delle ideologie”.
Patrizia Cicero prosegue “Le due donne si allontanano non per vicende personali, ma per questioni molto più grandi di loro, andando controcorrente rispetto al loro ruolo nella società”. Entrambe le Vittoria Cenci non si riconoscono nelle ideologie che nel loro periodo sono in ascesa, il Fascismo prima e degli Anni di Piombo poi. Da qui anche la scelta di presentare il libro l’8 marzo, perché le donne possano essere di esempio per i giovani, al contrario dei personaggi maschili del romanzo.

Durante la presentazione del libro sono intervenuti anche gli alunni della professoressa Giuseppina Colonna, in un dibattito diretto sui romanzi e sulla sua vita da scrittrice.
I volumi Cronache di San Regiglio e Ecce Virgo sono disponibili nella Libreria.coop del Centro Commerciale Tiburtino e negli altri store del territorio.
Sara Pietropaoli
