Uap riunisce il settore privato e chiede criteri trasparenti e tariffe adeguate per la sanità

Uap riunisce il settore privato e chiede criteri trasparenti e tariffe adeguate per la sanità

Criteri trasparenti, dati verificabili e tariffe aderenti ai costi reali delle singole prestazioni sanitarie, nonché la tutela dei cittadini e dei lavoratori. Queste le richieste di Uap, Unione ambulatori, poliambulatori, enti e ospedalità privata, che questa mattina ha tenuto una conferenza stampa presso il Ceo for Life Clubhouse, in piazza di Monte Citorio a Roma. “Desideriamo portare la realtà e la concretezza al malato e al cittadino italiano – ha affermato la presidente di Uap, Mariastella Giorlandino -. La conferenza stampa di oggi è stata fortemente voluta da tutte le sigle, qui c’è la rappresentanza di 27 mila strutture e 350 mila dipendenti. Il problema della sanità non è stato assolutamente risolto, e anche la menzogna che le tariffe sono state aumentate è inaccettabile. Nel 2024 è stato ripreso il nomenclatore che quando è uscito era uguale a quello del taglio del 70 per cento. Abbiamo fatto ricorso al Tar che è stato vinto, e per un anno hanno preso tempo. È uscito il nuovo nomenclatore, e di 2.040 tariffe analizzate, 1.591, pari al 78 per cento, non è aumentato. Ne vengono aumentate 448, di cui 156 aumentano meno dell’inflazione. Il risultato è che per 1748 prestazioni su 2040, l’85,7 per cento, la tariffa proposta nel luglio 2026 è inferiore persone al valore che avrebbe avuto la corrispondente tariffa del novembre 2024 applicando la sola rivalutazione monetaria Istat. Perciò la rappresentazione secondo cui il problema sarebbe stato risolto perché ‘le tariffe sono aumentate’ non regge alla prova dei numeri”.

“Chiediamo che il Mef non dia più soldi al ministero della Salute, che verificassero loro le tariffe, perché il ministero della Salute non è stato in grado di adeguarle – ha detto Giorlandino -. Sono necessari adeguamenti Istat immediati sulle tariffe, in quanto la sanità è l’unica a non averli, anche per tutelare i lavoratori e aumentare i loro stipendi. E poi serve un’analisi reale dei costi, perché una visita a 22 euro non si può fare. Noi al centro mettiamo il malato e siamo pronti a tutelare la salute pubblica, pubblico e privato accreditato fanno parte della stessa famiglia”. La presidente di Uap ha inoltre affermato che “noi al momento vediamo cosa succede, ma non escludo la possibilità che si possa lanciare un partito. Ma noi non cerchiamo posizioni per una poltrona, se ci muoveremo lo faremo gratis. Abbiamo chiesto che i malati vengano curati, per cui sia l’ospedale pubblico che la struttura accreditata, che è un esercizio pubblico, abbiano i giusti rimborsi. Per cui vedremo quello che succede”, ha concluso Giorlandino.

Secondo il vicepresidente della sezione Sanità di Unindustria, Luca Marino, in materia di sanità “sicuramente lo stanziamento del governo italiano rispetto al Pil è inferiore alla media Ocse. Questo è un dato, ed è stato evidenziato anche dalle opposizioni. Allo stesso tempo è vero che negli ultimi anni la disponibilità del fondo sanitario nazionale sta aumentando. Sicuramente non è sufficiente, e quindi servono più risorse. Ma evidenziamo anche il fatto che, oltre a cercare di incrementare il fondo a disposizione, bisogna utilizzare meglio le risorse. Questo – ha aggiunto Marino – significa programmare meglio, avere una visione di insieme in cui si cerca di utilizzare al meglio le risorse disponibili e quindi tenere presenti tutte quelle componenti e i player che partecipano, all’interno del Ssn, all’erogazione delle prestazioni, che sono quelle richieste dai cittadini e che determinano un allungamento delle liste d’attesa laddove non c’è la giusta offerta rispetto al fabbisogno. A mio avviso, serve una maggiore integrazione di tutti i player e una migliore programmazione che sia meglio concertata con il coinvolgimento di chi rappresenta le 27 mila strutture dislocate sul territorio italiano e che hanno garantito la sostenibilità della medicina del territorio. Questo può portare risultati migliori pur con risorse ancora sotto finanziate. Abbiamo speso 2 miliardi di euro del Pnrr per costruire più di mille case di comunità, le quali al momento al momento non sono quasi mai operative per carenza di professionisti di organizzazione. Ma abbiamo una rete di oltre 27 mila strutture private accreditate che hanno una capacità produttiva maggiore rispetto a quella utilizzata e che avrebbe velocemente risolto il problema delle liste d’attesa con un costo molto minore”, ha concluso.

A moderare l’evento è stata l’attrice Maria Grazia Cucinotta. “Sono più di 30 anni che sono promotrice della prevenzione e oggi parlarne è diventato difficile – ha spiegato -. I feedback sono che le liste d’attesa sono lunghe, che è finito il budget e a volte le strutture convenzionate sono le strutture più vicine a persone che non abitano in centro e per le quali è difficile raggiungere un ospedale. La situazione è complessa, e quindi si parla di prevenzione, perché la prevenzione aiuta a salvare la vita e ad abbattere i costi. Ma bisogna dare ai cittadini la possibilità di poterla fare. Cercheremo di trovare una soluzione a questo problema. Chi si ammala non sceglie di ammalarsi, ma bisogna assicurare al cittadino la cura”, ha concluso. Presenti all’evento anche il senior advisor Uap, Paolo Poletti, il presidente di Feder Anisap, Valter Rufini, il coordinatore regionale di Confapi Puglia – Salute, Università e Ricerca, Aldo Allegretti, il presidente di Confesercenti Salute, Alessandro Totaro, il presidente nazionale FederCardio, Leonardo Di Maggio, il presidente di Omceo Roma, Antonio Magi, il presidente di Aiop Lazio, Maurizio Pigozzi, la presidente nazionale di Anmed Associazione nazionale di medicina diagnostica, Elisa Interlandi, e il presidente di Ams, Associazione medici di origine straniera in Italia, Foad Aodi.

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Agricoltura, Confeuro compie 25 anni: un quarto di secolo a sostegno di cittadini e imprese

Agricoltura, Confeuro compie 25 anni: un quarto di secolo a sostegno di cittadini e imprese

“Il traguardo dei 25 anni rappresenta per Confeuro un anniversario importante, che racchiude un quarto di secolo di impegno, di presenza e di vita vissuta al fianco dei cittadini, delle famiglie, dei lavoratori, dei pensionati e dei piccoli e medi agricoltori di tutta Italia. Un percorso costruito quotidianamente sui territori, insieme alle persone che, attraverso le nostre sedi e le nostre strutture, rappresentano concretamente la nostra Confederazione”. Così Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro – Confederazione Agricoltori Europei, celebra i 25 anni dalla nascita dell’organizzazione. “È una ricorrenza che appartiene all’intera comunità Confeuro, ai suoi 300mila iscritti e alle centinaia di operatori che, in tutto il Paese, mettono ogni giorno professionalità, competenza e disponibilità al servizio dei cittadini. A tutti loro va il nostro più sincero ringraziamento: è anche grazie al loro lavoro che Confeuro è diventata una grande famiglia e una presenza concreta a tutela dei diritti. Un quarto di secolo – prosegue Tiso – testimonia il valore del lavoro svolto e ci consegna una responsabilità ancora maggiore verso il futuro. Vogliamo proseguire con rinnovato slancio nella nostra attività di assistenza e rappresentanza, accanto alle famiglie e ai piccoli e medi produttori del settore primario, rafforzando al tempo stesso la nostra base associativa. Questo anniversario deve essere anche un momento di riflessione sulle grandi trasformazioni che stanno attraversando la nostra società e l’agricoltura. L’avvento dell’intelligenza artificiale, gli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico e i conflitti geopolitici stanno modificando profondamente la quotidianità e mettendo a dura prova il nostro sistema economico e produttivo. Sono sfide complesse che non ci spaventano, ma che ci spingono a rinnovare il nostro impegno al fianco delle persone e dell’agricoltura italiana. Il nostro obiettivo per il futuro prossimo è continuare a essere una realtà sempre più presente, capillare e riconoscibile, capace di intercettare nuovi bisogni e di coinvolgere nuove energie. Vogliamo costruire una comunità ancora più ampia, rafforzando ogni giorno quel rapporto di fiducia con cittadini, famiglie e produttori agricoli che rappresenta la nostra forza più autentica. Perché il futuro di Confeuro passa dalla capacità di continuare a crescere insieme ai territori e alle persone che li vivono”.

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Caldo, Tiso(Acc. Iniziativa Comune): “Preoccupanti dati Cnr. Servono misure concrete”

Caldo, Tiso(Acc. Iniziativa Comune): “Preoccupanti dati Cnr. Servono misure concrete”

“In Italia l’estate 2026, secondo l’analisi dell’Istituto per la Bioeconomia del CNR ,è stata la più calda in Italia dal 1950 e ha battuto l’estate 2003, finora considerata un record. Secondo il Cnr, il 2026 ha visto infatti un rialzo delle temperature di tutti i mesi, fino ad agosto, rispetto all’anno precedente. Il quadro dei primi otto mesi dell’anno mette così insieme tre elementi: il record stagionale dell’estate, quello mensile di agosto e l’estensione territoriale delle anomalie. Le cause di una estate così calda potrebbero dovute dalla combinazione di anticicloni subtropicali stabili, circolazione a omega che bloccano le perturbazioni e gli effetti a lungo termine del cambiamento climatico globale. Mentre le città italiane frequentemente citate per le ondate di calore estive includono numerosi centri monitorati dal ministero della Salute, tra cui Roma, Milano, Torino, Bologna, Firenze, Bari, Napoli, Palermo, Pescara, Perugia, Brescia, Genova, Latina, Rieti, Viterbo, Campobasso, Ancona, Messina e Cagliari, quest’ultima nota anche per picchi record di 45 gradi. In conclusione, l’estate 2026 rappresenta un nuovo record climatico per l’Italia, confermando una tendenza al progressivo aumento delle temperature. Il superamento del precedente primato del 2003 dimostra quanto gli eventi di caldo intenso stiano diventando sempre più frequenti e rilevanti. Questi dati sottolineano quindi l’importanza di continuare a monitorare i cambiamenti climatici e di adottare misure concrete per limitarne gli effetti sul territorio e sulla popolazione”.

Così, in una nota, Carmela Tiso, portavoce nazionale di Accademia Iniziativa Comune e presidente della associazione Bandiera Bianca.

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Caldo, Tiso(Acc. Iniziativa Comune): “Preoccupanti dati Cnr. Servono misure concrete”

Caldo, Tiso(Acc. Iniziativa Comune): “Preoccupanti dati Cnr. Servono misure concrete”

“In Italia l’estate 2026, secondo l’analisi dell’Istituto per la Bioeconomia del CNR ,è stata la più calda in Italia dal 1950 e ha battuto l’estate 2003, finora considerata un record. Secondo il Cnr, il 2026 ha visto infatti un rialzo delle temperature di tutti i mesi, fino ad agosto, rispetto all’anno precedente. Il quadro dei primi otto mesi dell’anno mette così insieme tre elementi: il record stagionale dell’estate, quello mensile di agosto e l’estensione territoriale delle anomalie. Le cause di una estate così calda potrebbero dovute dalla combinazione di anticicloni subtropicali stabili, circolazione a omega che bloccano le perturbazioni e gli effetti a lungo termine del cambiamento climatico globale. Mentre le città italiane frequentemente citate per le ondate di calore estive includono numerosi centri monitorati dal ministero della Salute, tra cui Roma, Milano, Torino, Bologna, Firenze, Bari, Napoli, Palermo, Pescara, Perugia, Brescia, Genova, Latina, Rieti, Viterbo, Campobasso, Ancona, Messina e Cagliari, quest’ultima nota anche per picchi record di 45 gradi. In conclusione, l’estate 2026 rappresenta un nuovo record climatico per l’Italia, confermando una tendenza al progressivo aumento delle temperature. Il superamento del precedente primato del 2003 dimostra quanto gli eventi di caldo intenso stiano diventando sempre più frequenti e rilevanti. Questi dati sottolineano quindi l’importanza di continuare a monitorare i cambiamenti climatici e di adottare misure concrete per limitarne gli effetti sul territorio e sulla popolazione”.

Così, in una nota, Carmela Tiso, portavoce nazionale di Accademia Iniziativa Comune e presidente della associazione Bandiera Bianca.

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Agroalimentare, Confeuro lancia l’allarme: “Made in Italy si misura da terra, non da dogane”

Agroalimentare, Confeuro lancia l’allarme: “Made in Italy si misura da terra, non da dogane”

“Il dato di oltre 72 miliardi di euro di export agroalimentare, evidenziato dal report Crea, conferma la forza e la crescente competitività del Made in Italy sui mercati internazionali. Ma accanto a questo risultato positivo esiste un dato che non possiamo ignorare: l’Istat certifica una forte contrazione, nell’ultimo ventennio, dei volumi delle produzioni agricole e zootecniche. È da questa apparente contraddizione che dobbiamo partire per comprendere quale sia realmente lo stato di salute del nostro sistema agroalimentare”. Lo dichiara Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro- Confederazione Agricoltori Europei. “L’Italia è diventata molto forte nella trasformazione, nella valorizzazione commerciale e nell’esportazione dei propri prodotti, ma rischia progressivamente di perdere il contatto con la produzione primaria. La sovranità alimentare, infatti, non si misura dalle dogane, ma dai campi. Se importiamo più di quanto esportiamo per alcune produzioni strategiche, come mais e olio di oliva, e registriamo analoghe criticità in diversi comparti della zootecnia, è evidente che esiste un problema strutturale che non può essere nascosto dai numeri dell’export. C’è poi un ulteriore elemento di riflessione – prosegue Tiso -: una parte delle nostre esportazioni riguarda prodotti realizzati a partire da materie prime importate dall’estero e sottoposte in Italia alle fasi finali di trasformazione. È il caso, ad esempio, di alcuni comparti dolciari e della torrefazione. Questo modello dimostra la grande capacità italiana di trasformare e commercializzare un prodotto, ma evidenzia al tempo stesso la crescente debolezza della produzione primaria”. “Il Made in Italy non può essere soltanto un marchio apposto alla fine della filiera. Deve rappresentare un sistema produttivo solido, nel quale la terra, gli agricoltori e gli allevatori siano il primo anello di una catena capace di arrivare fino ai banchi dei supermercati. Per questo – conclude Tiso – serve una strategia che torni a investire sulla produzione agricola nazionale, sulla redditività delle imprese e sulla capacità dell’Italia di produrre ciò che consuma. Una filiera agroalimentare può essere realmente sana e competitiva soltanto se lo è in ogni suo passaggio: dalla terra ai mercati, dai campi ai consumatori”.

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Ue, Confeuro: “Basta Europa lenta e ingessata: fine veto ormai necessario”

Ue, Confeuro: “Basta Europa lenta e ingessata: fine veto ormai necessario”

“Undici Paesi dell’Unione Europea hanno chiesto di porre fine ai cosiddetti veti “ostruzionistici”, che troppo spesso finiscono per paralizzare la politica estera comunitaria, e di passare al principio della maggioranza qualificata. Una proposta che Confeuro condivide pienamente e che si inserisce in una riflessione che la nostra Confederazione porta avanti da tempo: l’Europa non può più permettersi di essere lenta, ingessata e prigioniera dei veti, ma deve dotarsi di strumenti decisionali più rapidi ed efficaci, all’altezza delle sfide che è chiamata ad affrontare. Reputiamo dunque importante – sottolinea Andrea Tiso, presidente nazionale Confeuro- Confederazione Agricoltori Europei – che si cominci quanto meno a parlare seriamente della modifica della regola del veto. Si tratta di un retaggio storico che rappresenta oggi una delle cause principali della lentezza decisionale e della crescente ingovernabilità dell’Unione Europea”. Secondo Confeuro, le conseguenze di questo immobilismo si riflettono pesantemente anche su settori strategici come l’agricoltura: “Basta guardare all’attuale PAC – continua Tiso – un mostro burocratico che sta penalizzando i piccoli e medi produttori, e alla proposta della futura Politica Agricola Comune, che appare già inadeguata e priva di una reale visione di tutela del mondo agricolo”. Per il presidente Confeuro, Andrea Tiso “è ormai evidente che serve un’Europa diversa: più snella, più rapida, capace di affrontare le sfide globali e di dialogare alla pari con i grandi player istituzionali internazionali. Il superamento del principio di unanimità è il primo, indispensabile passo per costruire una Ue finalmente più efficace e credibile”.

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Sociale, Tiso(Acc. Iniziativa Comune): “Turismo sostenibile per territori e comunità”

Sociale, Tiso(Acc. Iniziativa Comune): “Turismo sostenibile per territori e comunità”
“Il turismo è una delle esperienze più desiderate e celebrate dell’estate. Ma è anche una delle attività che più incide sui territori, sulle comunità locali e sull’ambiente. Parlare di turismo sostenibile significa ripensare il modo in cui ci muoviamo, consumiamo e viviamo i luoghi, trasformando il viaggio in un atto di responsabilità sociale. Negli ultimi anni, molte località italiane hanno vissuto fenomeni di “overtourism”: centri storici saturi, spiagge sovraffollate, borghi trasformati in scenografie per selfie. Questo modello genera tre effetti principali: impatto ambientale: consumo di acqua, rifiuti, erosione dei sentieri, traffico; pressione sociale: aumento dei prezzi, perdita di identità, spazi pubblici che diventano “non luoghi”; ed economia fragile: lavoro stagionale precario, dipendenza da flussi turistici imprevedibili. Dunque, il turismo sostenibile nasce proprio per rispondere a queste criticità e può significare: scegliere strutture che rispettano l’ambiente; muoversi con mezzi pubblici, bici, cammini; preferire esperienze autentiche invece di attrazioni sovraffollate; sostenere produttori locali; ridurre rifiuti e sprechi; e rispettare la tranquillità delle comunità che ci ospitano. Insomma è un turismo che arricchisce chi viaggia e chi accoglie, quasi un invito a guardare i luoghi con occhi diversi. Non come scenari da consumare, ma come ecosistemi vivi, fatti di persone, storie, fragilità e bellezza. Viaggiare in modo sostenibile significa lasciare un segno positivo: piccolo, ma reale. Sopratutto in una paese straordinario come l’Italia”.

Lo dichiara Carmela Tiso, portavoce nazionale di Accademia Iniziativa Comune e presidente della associazione Bandiera Bianca.

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Sociale, nasce “Euromo-Futura Europa” per una Ue di pace, coesione e democrazia

Sociale, nasce “Euromo-Futura Europa” per una Ue di pace, coesione e democrazia

“Dopo settimane di dialogo democratico e proficue consultazioni è stato ufficialmente siglato “Euromò-Futura Europa”, un patto civile (Transitorio A Dominio Preservato) promosso da cinque realtà associative – “Accademia Iniziativa Comune”, “Bandiera Bianca”, “Gente del Sole”, “Movimento culturale EUROMÒ Europa Unica” e “Radici… nel cuore la Terra…” – con l’obiettivo di contribuire alla costruzione di un’Europa dei popoli, unita in una grande Casa Comune, libera, solidale, tollerante e capace di valorizzare il rispetto e le diversità. “L’Unione europea – spiegano i promotori della iniziativa – è un mosaico di ventisette Paesi diversi per lingue, abitudini, tradizioni, idee e stili di vita, ma accomunati dal nobile intento della pace presente e futura e dalla consapevolezza che, coniugando diritti e doveri nel rispetto delle regole, vive la democrazia. In questo contesto, “Euromò-Futura Europa” intende superare il lamento sterile e la protesta fine a sé stessa, promuovendo un cammino di legalità, trasparenza e partecipazione attiva”. Il progetto nasce dalla volontà di ricollocare al centro l’umano in una “fase di cambiamento d’epoca, segnata da devianze economiche e finanziarie e da un’evoluzione tecnologica, come l’Intelligenza Artificiale, che necessita di essere governata”. Tra le priorità vi sono il contrasto ai mercati speculativi, un’Europa unita da istituzioni forti e non soltanto da parametri di bilancio, un autentico umanesimo digitale e la ricostruzione della fiducia attraverso una rete umana. “Vogliamo creare uno spazio di dialogo capace di valorizzare il ruolo dei corpi intermedi e delle forze sociali, superando divisioni e frammentazioni – sottolinea il portavoce nazionale del Movimento Euromò, Rocco Tiso -. Unendo attivismo sociale, cultura accademica e visione europeista possiamo costruire un’Europa più coesa, partecipata e vicina ai cittadini”.

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“Un Goal per la Vita”, Ninetto Davoli guida i convocati della Nazionale Attori. In panchina mister Giancarlo Oddo

“Un Goal per la Vita”, Ninetto Davoli guida i convocati della Nazionale Attori. In panchina mister Giancarlo Oddo
Sabato 12 settembre alle 17 allo Stadio “Giovanni Scavo” di Velletri la partita benefica a sostegno dell’Oncologia Pediatrica del Bambino Gesù. Faliero Comandini: “Ora serve la città, riempiamo lo stadio”. Prevista anche una navetta gratuita per raggiungere l’impianto

Cresce l’attesa a Velletri per “Un Goal per la Vita – La solidarietà scende in campo”, l’evento benefico in programma sabato 12 settembre, alle ore 17, allo Stadio Comunale “Giovanni Scavo”. A pochi giorni dal fischio d’inizio è stata definita la lista dei convocati della Nazionale Italiana Calcio Attori, che affronterà la rappresentativa della Città di Velletri, composta da vecchie glorie del calcio veliterno e cariche istituzionali.

Tra i nomi più attesi spicca quello di Ninetto Davoli, autentico simbolo del cinema italiano, che sarà protagonista di una giornata nella quale spettacolo e sport saranno soprattutto al servizio della solidarietà. A guidare la Nazionale Italiana Calcio Attori dalla panchina sarà mister Giancarlo Oddo.

Salvo eventuali imprevisti dell’ultima ora legati agli impegni professionali, sono stati convocati Ninetto Davoli, Daniele Perrone, Giorgio Cantarini, Davide Di Michele, Fabrizio Romondini, Francesco Giuffrida, Luca Varone, Lele Propizio, Seydou Sarr, Vittorio Magazzu’, Lorenzo Guidi, Francesco Ferrante, Mario Ermito, Diego Tavani, Valentino Campitelli, Maurizio Matteo Merli, Domenico Fortunato, Luca Capuano, Emilio Franchini, Stefano Oradei, Andrea Arru e Angelo Costabile. Allenatore Giancarlo Oddo.

L’obiettivo della manifestazione va però ben oltre il risultato sul campo. L’intero ricavato sarà devoluto al Reparto di Oncologia Pediatrica dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, per contribuire concretamente al sostegno dei piccoli pazienti e delle loro famiglie.

A rilanciare l’appello alla partecipazione è Faliero Comandini, consigliere comunale di Velletri e tra i promotori dell’iniziativa: “Adesso serve Velletri. Abbiamo lavorato per costruire una giornata capace di unire sport, spettacolo e soprattutto solidarietà, ma il successo più importante sarà vedere il Giovanni Scavo pieno di persone. Il 12 settembre dobbiamo riempire lo stadio, perché ogni biglietto acquistato rappresenterà un aiuto concreto per i bambini e per le loro famiglie. Questa è una partita che Velletri può e deve vincere tutta insieme”.

“La disponibilità di tanti attori, artisti e personaggi dello sport e dello spettacolo – prosegue Comandini – dimostra quanto sia forte il messaggio che vogliamo lanciare. Ringrazio tutti coloro che hanno accettato di esserci, gli sponsor, i partner e quanti stanno lavorando dietro le quinte. Adesso chiediamo alla città l’ultimo grande sforzo: venire allo stadio e trasformare una giornata di festa in un grande gesto di solidarietà”.

Per favorire la partecipazione e agevolare l’accesso allo stadio, sarà inoltre disponibile un servizio di navetta gratuita per raggiungere il “Giovanni Scavo”, un’ulteriore iniziativa pensata per consentire al maggior numero possibile di persone di prendere parte all’evento.

Il costo del biglietto è di 5 euro. Una cifra volutamente accessibile per trasformare la presenza di ogni spettatore in un piccolo ma concreto contributo alla finalità benefica della giornata.

“Un Goal per la Vita” gode del patrocinio della Città di Velletri e della Regione Lazio e riunisce istituzioni, associazioni, sponsor, realtà imprenditoriali e mondo dello spettacolo intorno a un unico obiettivo.

Conferenza stampa sabato 12 settembre alle ore 14.45
Sabato 12 settembre, alle ore 14.45, presso la Casa della Musica e delle Culture di Velletri, si terrà la conferenza stampa di presentazione ufficiale di “Un Goal per la Vita”.

La conferenza stampa sarà ad accesso libero e rappresenterà l’occasione per presentare alla stampa e alla città l’iniziativa, i suoi protagonisti e le finalità benefiche della manifestazione, prima di ritrovarsi allo Stadio Comunale “Giovanni Scavo” per la giornata di sport e solidarietà, con il fischio d’inizio previsto alle ore 17.

L’appuntamento è dunque per sabato 12 settembre: alle ore 14.45 alla Casa della Musica e delle Culture per la conferenza stampa e, dalle ore 17, allo Stadio “Giovanni Scavo” per “Un Goal per la Vita”.

Per una volta il risultato finale conterà poco: la vera vittoria sarà vedere gli spalti pieni e Velletri scendere in campo, tutta insieme, dalla parte dei bambini.

Accrediti stampa per interviste
Le testate giornalistiche, i giornalisti, i fotografi e gli operatori dell’informazione interessati a realizzare interviste con rappresentanti delle istituzioni, attori e organizzatori dell’evento sono invitati a richiedere l’accredito inviando una e-mail a eventi.freehugaps@gmail.com, indicando testata, nominativo e recapito telefonico.

Ufficio Stampa
Fabrizio Gerolla
e-mail: eventi.freehugaps@gmail.com

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Sociale, inaugurata in Piemonte nuova sede Confeuro-Labor a sostegno della comunità

Sociale, inaugurata in Piemonte nuova sede Confeuro-Labor a sostegno della comunità

“È un giorno davvero speciale per la comunità di Orbassano e per tutto il territorio provinciale di Torino: abbiamo inaugurato infatti la nuova sede Confeuro-Labor, un presidio fondamentale per offrire supporto e servizi ai cittadini del territorio”. A sottolinearlo, in una nota stampa, sono Andrea Tiso, Presidente nazionale Confeuro, e Calogero Termine, presidente Confeuro Torino Sud, all’indomani della apertura dei nuovi locali Caf e Patronato Labor di Via dei Mulini 22, svoltasi nel pomeriggio di sabato 5 settembre ad Orbassano. Un evento importante, che ha registrato grande partecipazione e forte entusiasmo. Presenti, insieme a oltre duecento cittadini, il sindaco Cinzia Bosso, Eugenio Gambetta, Presidente del Consiglio Comunale, Pasquale Russo Consigliere di comunale del Comune di Rivalta, il parroco Don Dario, Calogero Termine, presidente Confeuro Torino Sud, Pina Palma, membro Confeuro Torino Sud, e Antonella Conte, Responsabile sede e patronato Labor di Orbassano. “Le sedi zonali rappresentano il cuore pulsante della nostra missione: essere vicini alle persone, ascoltare le loro esigenze e offrire risposte concrete. Con questa nuova apertura, rafforziamo il nostro impegno per il benessere della comunità, garantendo assistenza su pensioni, pratiche fiscali, consulenze e molto altro – ha detto Carmela Tiso, Presidente nazionale del Patronato Labor -. I migliori auguri di buon lavoro alla nostra splendida squadra per questa nuova avventura”. Il presidente nazionale Confeuro, Andrea Tiso, ha quindi sottolineato: “Tutto questo è la dimostrazione del nostro radicamento sul territorio, che conta centinaia di sede da nord a sud, passando per il centro Italia. Vogliamo ricordare, infatti, che la Confeuro ha una base associativa di oltre 300mila soci e centinaia di sedi sul territorio nazionale. E i nostri operatori, che ringrazio per l’immenso lavoro che svolgono quotidianamente, sono a disposizione, in Piemonte come in tutta la nostra Penisola, dei cittadini per offrire servizi di tutela previdenziale, assistenziale e fiscale attraverso il nostro Patronato e il nostro Centro di Assistenza Fiscale. In tal modo, Confeuro e Labor si impegnano a garantire una tutela completa ai cittadini, non solo dal punto di vista dei lavoratori agricoli, ma anche come utenti del sistema previdenziale e fiscale italiano”.

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